*
ora
che le spighe fanno encomio
è lecito
che la libellula
si ribelli
tra le dita del cielo
piccoli
pasti
assidui
di sole, sale, pane,
acqua, pioggia
due lancette
e una sveglia
in miniatura
tra le mani
*
ph damiano errico
poetry anna rizzardi
"Il codice degli occhi"
“Ti lascio le tue riflessioni / io sono troppo di carne/ e vivo in questo mondo/ partorita da una cicatrice azzurra.” (a.r.) ... “La poesia di Anna Rizzardi può, a prima vista, apparire semplice, quasi che si componga da se stessa. In realtà, oltre a questo dato spontaneo che diamo per assunto e imprescindibile, bisogna dire che la scrittura di questa Autrice ha e nasce da un profondo retaggio di solidi saperi e da una lunga meditazione - anche in qualità di attenta lettrice: lo stesso Leopardi infatti affermava che per essere poeti bisogna essere prima di tutto lettori - sulla tecnica e sullo stile da impiegare nei suoi scritti. A ciò non concorrono solo gli appassionati studi classici e umanistici, perché questi, da soli, non possono bastare a spiegare le capacità di scrittura, né attestano a-priori alcuna capacità poetica. È che Anna Rizzardi, con la sua profonda sensibilità, non solo scrive Poesia, ma pensa in Poesia: ha cioè un vero e innato talento, continuamente confermato da espressività poetica e cura e attenzione in ogni suo scritto. È attenzione per ogni particolare del linguaggio e attraverso quanto scritto finora, posso dire che Anna Rizzardi “dona” la sua anima al lettore che si approssima a leggere questi testi e in questi scritti il lettore trova il cuore e l’anima di questa Autrice. Sente tutto ciò e attraverso le parole scritte, il lettore ri-sente e ri-ascolta le proprie emozioni, perché Anna Rizzardi si s-porge verso il lettore." ( Carmine Valendino, Presidente dell'Associazione culturale "Luna Nera")
venerdì 29 luglio 2016
mercoledì 27 luglio 2016
martedì 26 luglio 2016
*
e
qualora tu
concepissi
rottura di pelle finta
non fa per me il sindacare
è il sangue che
parla (secondo la logica dell'anemone)
infonde pietà
scavalca
oscuri baratri
indice banchetti nelle vene
non chiede, solo
incide e recita
( vitalità disperata
nel fondo degli occhi
che penetra
e nomina i capillari)
fa il suo pane quotidiano
e vive, prima d'ogni altro sentire
e
qualora tu
concepissi
rottura di pelle finta
non fa per me il sindacare
è il sangue che
parla (secondo la logica dell'anemone)
infonde pietà
scavalca
oscuri baratri
indice banchetti nelle vene
non chiede, solo
incide e recita
( vitalità disperata
nel fondo degli occhi
che penetra
e nomina i capillari)
fa il suo pane quotidiano
e vive, prima d'ogni altro sentire
*
ph Barbara Marin
poetry anna rizzardi
lunedì 25 luglio 2016
*
sai
che per partire
è sempre necessaria
una terza valigia
quella da cui volano farfalle
e mezzi respiri
sciocchi sillogismi
che testardi ci ostiniamo
a recitare
rovistando quella torretta
masticando
gradini di pietra
tra soli
fichi d'India
mentre la saliva del mare
ci disfa
senza chiedercelo
( imperscrutabile la domanda
sulle nostre labbra vicine)
*
ph greta larosa
audio video di Laura Sciancalepore (grazie.........<3)
sai
che per partire
è sempre necessaria
una terza valigia
quella da cui volano farfalle
e mezzi respiri
sciocchi sillogismi
che testardi ci ostiniamo
a recitare
rovistando quella torretta
masticando
gradini di pietra
tra soli
fichi d'India
mentre la saliva del mare
ci disfa
senza chiedercelo
( imperscrutabile la domanda
sulle nostre labbra vicine)
*
ph greta larosa
audio video di Laura Sciancalepore (grazie.........<3)
*
decidere
in corrispondenza
se mangiare
dallo stesso piatto
mentre la sutura
si fa velo sottile
congiunge mani
respiri neri
all'ordine del giorno
scandaglia
inventari, macchie
braccia concave
tazzine vuote
e caffe' a perdere
tra petali inconsueti
ordini mai
rimessi - vettovaglie-
stoffe-
e l' ultimo scaffale che
urla
*
ph Barbara Marin
poetry anna rizzardi
decidere
in corrispondenza
se mangiare
dallo stesso piatto
mentre la sutura
si fa velo sottile
congiunge mani
respiri neri
all'ordine del giorno
scandaglia
inventari, macchie
braccia concave
tazzine vuote
e caffe' a perdere
tra petali inconsueti
ordini mai
rimessi - vettovaglie-
stoffe-
e l' ultimo scaffale che
urla
*
ph Barbara Marin
poetry anna rizzardi
venerdì 22 luglio 2016
giovedì 7 luglio 2016
Iscriviti a:
Post (Atom)







